mercoledì 17 marzo 2010

PSICOSOMATICA


La Psicosomatica non è l’Ipocondria.

Cominciamo innanzitutto a sgomberare il campo da un dubbio onnipresente che si manifesta ogni volta che si parla di psicosomatica: la psicosomatica e l’ipocondria sono due cose assolutamente differenti.

Quando una persona è completamente soggiogata dalla paura di ammalarsi al punto di percepire i sintomi di ogni malattia che teme di avere, siamo in presenza di IPOCONDRIA.

La Psicosomatica secondo la medicina ufficiale

Nella visione della medicina occidentale ogni malattia è frutto di uno scompenso biochimico-funzionale determinato da fattori genetici, aggressioni ambientali (smog, agenti chimici), aggressioni di agenti patogeni (batteri, virus) e alimentazione inappropriata.

La malattia va pertanto curata con l’intervento esterno volto a ripristinare l’equilibrio biochimico-funzionale, a purificare il corpo dagli aggressori esterni, a combattere le infezioni e le infestazioni.

È però altresì ampiamente condivisa l’idea che esistano alcune malattie, poche in verità, di tipo psicosomatico, ovvero che subiscono un “ingerenza” della psiche in varie maniere determinando sostanzialmente tre tipi di influenza della psiche sulla malattia:

1) Problemi psichici che generano la malattia;
2) La psiche che concorre al livello di sviluppo della malattia;
3) Lo stato psicologico che influisce sulla possibilità di guarigione.

Nel primo caso sono state classificate le malattie alle quali si riesce ad attribuire spesso una chiara origine di tipo psichico, pur presentando un quadro sintomatologico altamente penalizzante per l’individuo.

Le patologie incluse in questo gruppo sono per esempio l’ipertensione arteriosa, l’eczema, l’asma bronchiale, il colon irritabile, la cefalea a grappolo, la stipsi e la diarrea, alcuni tipi di emicrania.

Nel secondo caso vengono ricomprese malattie generate da altri fattori, soprattutto di tipo genetico, che vengono attivate o peggiorate in presenza di problemi psicologici, come la psoriasi, problemi tiroidei, problemi dell’apparato endocrino.

Nel terzo caso si associano tutte le malattie che richiedono un intervento del sistema immunitario e/o ormonale il cui stato di attività viene potenziato o depauperato dal livello psicologico del paziente.

La medicina, in ogni caso, agisce in modo che la malattia venga curata con l’intervento esterno volto a ripristinare l’equilibrio biochimico-funzionale, a purificare il corpo dagli aggressori esterni, a combattere le infezioni e le infestazioni.


La Psicosomatica secondo LiberaMenteBenessere

La PSICOSOMATICA secondo LiberaMenteBenessere è da intendersi come la completa unione simbiotica tra mente e corpo, tra psiche e soma, al punto che un malessere, un problema, un conflitto che riguarda la prima influisce direttamente sul secondo e viceversa.

Psicosomatica, pertanto, come diretta correlazione tra problematiche mentali e corporee, non già come mera casualità di eventi ma come diretta conseguenza perfettamente sensata, intesa come strategia determinata dalla nostra evoluzione e fissata dalla natura stessa con il preciso scopo di perseguire i seguenti obiettivi:

- la felicità mentale;
- la salvaguardia della persona;
- la salvaguardia del gruppo o branco;
- la continuazione della specie.

Capire ciò significa cominciare a porre le basi per aprire la propria mente alla capacità di comprendere il senso dei disturbi fisici e mentali, cominciando a razionalizzare il senso della malattia stessa, ad interpretare in maniera corretta i sintomi corporei (grandi alleati del benessere), per giungere, come scopo ultimo e supremo, al VERO BENESSERE.

L’uomo è dotato di una naturale capacità e propensione a guarirsi da sé, possedendo intrinsecamente tutte le capacità per farlo nella maniera più idonea.

La vera Guarigione può avvenire solo dall’interno dell’essere umano.

Talvolta, però, il meccanismo dell’auto-guarigione si inceppa, pertanto solo ripristinandolo, disinceppando e sbloccando questa straordinaria funzionalità, può avvenire la VERA GUARIGIONE.

Questo è ciò che noi intendiamo per PSICOSOMATICA.

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domenica 21 febbraio 2010

PSICOSOMATICA ED ENERGIA VITALE

Cos’è l’energia vitale? 


L’Energia Vitale (PRANA per gli indiani, CHI per i cinesi, KI per i giapponesi) è l’energia che permette la vita negli esseri viventi, è ciò che fa in modo che un insieme di cellule diventi un essere vivente.

Senza l’energia vitale semplicemente non c’è vita.

Che tipo di energia sia, che forma, che consistenza, che colore, che lunghezza d’onda abbia ci è dato saperlo solo grazie alla percezione diretta di ogni essere vivente, in maniera differente in base al proprio livello di sensibilità percettiva.

“Ma se non si riesce a misurare allora non esiste”, obietta la scienza.

Se noi potessimo viaggiare nel tempo per poter parlare con uno scienziato luminare del diciannovesimo secolo e gli parlassimo di energia nucleare o, ancora più addietro, parlassimo di magnetismo o elettricità, forme di energia che ormai fanno parte del quotidiano e sono universalmente accettate, anche se non si vedono, quello scienziato ci farebbe internare come pazzi.

Quelle forme di energia esistevano già prima che le si potesse misurare attraverso gli strumenti creati dall’uomo!

L’energia vitale esiste ed è percepibile da ognuno di noi, basta aprire la propria mente alla scoperta, senza pregiudizi né fanatismi.

I dogmi sono sempre stati un freno nel percorso evolutivo dell’uomo.
Ognuno di noi può imparare a percepirla coi propri sensi, principalmente tatto e vista, con un po’ di esercizio e di sana curiosità legata al piacere della scoperta.

Liberare la propria mente ed aprirla al piacere della conoscenza è il primo passo verso la propria evoluzione.


Energizzazione, Nutrimento, Canalizzazione.

L’energia vitale nutre ogni parte del corpo, ogni singolo organo, ogni singola cellula.

Nel corpo umano sono presenti sette centri principali o chakra, correlati a sette settori del corpo fisico, attraverso i quali l’energia entra ed esce in continuo movimento, scorrendo come l’acqua di un fiume, caratteristica fondamentale per svolgere correttamente la sua funzione di nutrimento.

Attraverso i sette centri principali ogni singolo settore viene energizzato e nutrito in maniera autonoma, dopodiché l’energia che fuoriesce da un centro si compenetra con quella che fuoriesce degli altri centri, andando a formare l’Aura Energetica.

L’energia si muove lungo il corpo anche attraverso dei veri e propri “canali” detti Meridiani, ognuno dei quali svolge una precisa funzione legata al tipo di apporto energetico necessario alle varie esigenze che si presentano.

Molto spesso un fastidio o un dolore percepito in una parte del corpo è dovuto al blocco energetico su uno specifico meridiano: la decodifica di questi segnali è perciò molto importante da un punto di vista diagnostico, chiaramente nell’ambito di una visione olistica dell’uomo (ovvero dell’essere umano nella sua completezza) e non certamente in una visione del corpo umano dal punto di vista meccanicistico ed iper-specialistico della moderna medicina occidentale.
Energia Vitale e Psicosomatica

Nell’articolo “Cos’è la psicosomatica” abbiamo visto com’è serrata la correlazione e l’influenza reciproca tra psiche e soma, ovvero come completa unione simbiotica tra mente e corpo, al punto che un malessere, un problema, un conflitto che riguarda la prima influisce direttamente sul secondo e viceversa.

In questo quadro generale entra in gioco anche l’energia vitale, in quanto le conflittualità che riguardano la psiche o il corpo agiscono direttamente sull’attività bioenergetica, nonché sui centri energetici e sui meridiani attraverso i quali questa svolge la sua fondamentale funzione.

Si può così introdurre alla comprensione di un nuovo concetto di Trinità Olistica, dal momento che la mente influenza direttamente l’energia vitale ed il soma, l’energia vitale influenza direttamente il soma e la mente ed il soma influenza direttamente la mente e l’energia vitale.

È la nascita del nuovo paradigma che chiameremo
PSICO-ENERGO-SOMATICA.

giovedì 21 gennaio 2010

LA MALATTIA



COS’È UNA MALATTIA


Abbiamo capito che quando percepiamo un dolore dobbiamo smettere di considerarlo una malattia e cominciare ad interpretarlo per quello che è, ovvero un sintomo, un segnale, una “spia” di qualcosa che “non è stato ripristinato”.
La malattia comincia con la “disfunzione” di un organo o di una parte di esso, di un sistema, di un apparato.
La malattia è sicuramente la degenerazione di un organo o parte di esso.

 
LA GENESI DELLA MALATTIA

Come abbiamo detto, in presenza di un conflitto psico-energetico-biologico primario o secondario irrisolto avviene un’alterazione dell’equilibrio bio-energetico nello specifico settore interessato, in base all’ambito della conflittualità stessa; l’alterazione porta ad uno svuotamento o ad una congestione energetica e l’organo colpito sarà determinato dalla tipologia del conflitto.

Giova sottolineare che l’ambito stesso può cambiare da persona a persona anche se l’evento è il medesimo.

Facciamo l’esempio di tre impiegati che lavorano nello stesso ufficio e devono subire le angherie del capo-ufficio che tutti i giorni va da loro e li sgrida accusandoli di essere degli incapaci fannulloni: a questo punto può verificarsi che:
  • uno viva un conflitto legato al fatto di non sentirsi apprezzato nel suo lavoro (centro colpito il 5° della gola);
  • un altro viva una situazione di rabbia repressa per il semplice comportamento anti-sociale del capo (centro colpito il 3° del plesso solare);
  • il terzo viva una situazione di invasione del suo territorio, ovvero l’ufficio (centro colpito il 1° della radice o di base).
Tutto comincia appunto con una reazione immediata e sensata del corpo su input del sistema limbico del cervello che ordina, attraverso i neuro-trasmettitori, quello che il soma deve fare.
Se al cervello poi non giunge un segnale chiaro di “cessato allarme”, gli ordini impartiti permangono, pertanto cominciano i primi sintomi che segnalano la situazione, dopodiché subentra la malattia.

Talvolta è necessaria una “causa scatenante” per farci percepire il disagio: per esempio, un colpo d’aria che ci procura un torcicollo può essere la causa scatenante che ci segnala un blocco energetico sul meridiano della vescica urinaria nel quinto settore, oppure il mal di stomaco dopo aver mangiato un po’ di cibo fritto può esserlo di uno svuotamento energetico dovuto alla chiusura del terzo centro in presenza di un conflitto che colpisce lo stomaco o il duodeno.
Possiamo così riassumere il percorso della malattia:
  1. Conflitto psico-energetico-biologico (primario o secondario);
  2. Alterazione dell’equilibrio bio-energetico, ovvero blocco del centro o del meridiano interessato;
  3. Alterazione dell’equilibrio biochimico;
  4. Incapacità di risoluzione del conflitto, pertanto permanenza della situazione “alterata”;
  5. Dolore lungo il meridiano interessato in corrispondenza del centro relativo all’ambito interessato;
  6. Disfunzione dell’organo o di una sua parte, del sistema, dell’apparato;
  7. Degenerazione cellulare dell’organo
In ogni fase della malattia è sempre possibile intervenire, ma la logica stessa suggerisce che prima si interviene sulla scala della malattia e maggiore sarà la possibilità di successo della terapia.

lunedì 4 gennaio 2010

LIFE COACH


Il Life Coach è una nuova figura che recentemente si è affacciata nel vasto mondo della crescita personale e del benessere.

Il suo compito è quello di assistenza dell’individuo per condurlo alla propria crescita personale, nella vita o in uno specifico campo di essa.

Il Life Coach non è un guru, non è un consigliere né tantomeno un esperto in qualche campo al di fuori di quello della crescita personale. 

Il suo compito lo svolge inducendo le persone a prendere coscienza e consapevolezza di sé, permettendo loro di focalizzarsi sugli obiettivi da perseguire secondo la propria personale scala delle priorità e seguendole nel cammino conseguentemente intrapreso.

Il Life Coaching non è un lavoro svolto sulla persona o alla persona, ma è un lavoro svolto insieme alla persona, un percorso attraverso il quale il Coach, osservandola dall’esterno, è in grado di aiutare la persona a trovare il proprio equilibrio e la direzione che più ritiene opportuna in base alla propria essenza, alle proprie aspirazioni, alle proprie necessità.

Il Life Coach non è, pertanto, un autista che conosce perfettamente le strade della tua città, spesso non sa nemmeno in che città si trova o in che luogo della città; il Life Coach aiuta l’individuo nel personale percorso che lo porterà ad imparare a guidare l’auto, affinché possa, liberamente ed in piena autonomia, andare dove vuole, quando vuole e con chi vuole.


Il Life Coach non ti indicherà i bivi sulla strada, ti aiuterà a riconoscerli da te.

Il Life Coach non ti indicherà la velocità da mantenere, ti aiuterà a comprendere qual è la tua personale velocità, quella che ti è più consona in base alla tua specifica esigenza.

Il compito sublime del Life Coach è quello di aiutarti a fare a meno di lui.