giovedì 21 gennaio 2010

LA MALATTIA



COS’È UNA MALATTIA


Abbiamo capito che quando percepiamo un dolore dobbiamo smettere di considerarlo una malattia e cominciare ad interpretarlo per quello che è, ovvero un sintomo, un segnale, una “spia” di qualcosa che “non è stato ripristinato”.
La malattia comincia con la “disfunzione” di un organo o di una parte di esso, di un sistema, di un apparato.
La malattia è sicuramente la degenerazione di un organo o parte di esso.

 
LA GENESI DELLA MALATTIA

Come abbiamo detto, in presenza di un conflitto psico-energetico-biologico primario o secondario irrisolto avviene un’alterazione dell’equilibrio bio-energetico nello specifico settore interessato, in base all’ambito della conflittualità stessa; l’alterazione porta ad uno svuotamento o ad una congestione energetica e l’organo colpito sarà determinato dalla tipologia del conflitto.

Giova sottolineare che l’ambito stesso può cambiare da persona a persona anche se l’evento è il medesimo.

Facciamo l’esempio di tre impiegati che lavorano nello stesso ufficio e devono subire le angherie del capo-ufficio che tutti i giorni va da loro e li sgrida accusandoli di essere degli incapaci fannulloni: a questo punto può verificarsi che:
  • uno viva un conflitto legato al fatto di non sentirsi apprezzato nel suo lavoro (centro colpito il 5° della gola);
  • un altro viva una situazione di rabbia repressa per il semplice comportamento anti-sociale del capo (centro colpito il 3° del plesso solare);
  • il terzo viva una situazione di invasione del suo territorio, ovvero l’ufficio (centro colpito il 1° della radice o di base).
Tutto comincia appunto con una reazione immediata e sensata del corpo su input del sistema limbico del cervello che ordina, attraverso i neuro-trasmettitori, quello che il soma deve fare.
Se al cervello poi non giunge un segnale chiaro di “cessato allarme”, gli ordini impartiti permangono, pertanto cominciano i primi sintomi che segnalano la situazione, dopodiché subentra la malattia.

Talvolta è necessaria una “causa scatenante” per farci percepire il disagio: per esempio, un colpo d’aria che ci procura un torcicollo può essere la causa scatenante che ci segnala un blocco energetico sul meridiano della vescica urinaria nel quinto settore, oppure il mal di stomaco dopo aver mangiato un po’ di cibo fritto può esserlo di uno svuotamento energetico dovuto alla chiusura del terzo centro in presenza di un conflitto che colpisce lo stomaco o il duodeno.
Possiamo così riassumere il percorso della malattia:
  1. Conflitto psico-energetico-biologico (primario o secondario);
  2. Alterazione dell’equilibrio bio-energetico, ovvero blocco del centro o del meridiano interessato;
  3. Alterazione dell’equilibrio biochimico;
  4. Incapacità di risoluzione del conflitto, pertanto permanenza della situazione “alterata”;
  5. Dolore lungo il meridiano interessato in corrispondenza del centro relativo all’ambito interessato;
  6. Disfunzione dell’organo o di una sua parte, del sistema, dell’apparato;
  7. Degenerazione cellulare dell’organo
In ogni fase della malattia è sempre possibile intervenire, ma la logica stessa suggerisce che prima si interviene sulla scala della malattia e maggiore sarà la possibilità di successo della terapia.

lunedì 4 gennaio 2010

LIFE COACH


Il Life Coach è una nuova figura che recentemente si è affacciata nel vasto mondo della crescita personale e del benessere.

Il suo compito è quello di assistenza dell’individuo per condurlo alla propria crescita personale, nella vita o in uno specifico campo di essa.

Il Life Coach non è un guru, non è un consigliere né tantomeno un esperto in qualche campo al di fuori di quello della crescita personale. 

Il suo compito lo svolge inducendo le persone a prendere coscienza e consapevolezza di sé, permettendo loro di focalizzarsi sugli obiettivi da perseguire secondo la propria personale scala delle priorità e seguendole nel cammino conseguentemente intrapreso.

Il Life Coaching non è un lavoro svolto sulla persona o alla persona, ma è un lavoro svolto insieme alla persona, un percorso attraverso il quale il Coach, osservandola dall’esterno, è in grado di aiutare la persona a trovare il proprio equilibrio e la direzione che più ritiene opportuna in base alla propria essenza, alle proprie aspirazioni, alle proprie necessità.

Il Life Coach non è, pertanto, un autista che conosce perfettamente le strade della tua città, spesso non sa nemmeno in che città si trova o in che luogo della città; il Life Coach aiuta l’individuo nel personale percorso che lo porterà ad imparare a guidare l’auto, affinché possa, liberamente ed in piena autonomia, andare dove vuole, quando vuole e con chi vuole.


Il Life Coach non ti indicherà i bivi sulla strada, ti aiuterà a riconoscerli da te.

Il Life Coach non ti indicherà la velocità da mantenere, ti aiuterà a comprendere qual è la tua personale velocità, quella che ti è più consona in base alla tua specifica esigenza.

Il compito sublime del Life Coach è quello di aiutarti a fare a meno di lui.